3 strumenti fondamentali per lo scrittore.

Chi mi conosce bene sa, che per me l’errore più grande, quando si ha voglia di scrivere, sia quello di sedersi e mettere “nero su bianco”, il proprio scritto, senza aver prima consultato manuali, conosciute regole e compreso la struttura, che ogni genere letterario ha, perché chi legge, possa comprendere senza troppe difficoltà il contenuto.

Ho seguito diversi corsi di scrittura creativa e ho incontrato molte persone, che avevano un’idea così superficiale dello scrivere, che si sentivano tutti dei “geni incompresi”, quando provavo a spiegare, che prepararsi non limita la creatività, ma è possedere gli strumenti giusti, perché il lettore possa riconoscere nel romanzo quegli elementi che lo accomunano al genere scelto.

Se vuoi pubblicare il tuo lavoro, allora non puoi considerare la scrittura come un mero hobby. Se consideri la scrittura un hobby, compila un diario personale. Scrivere per pubblicare invece, implica: rinuncia, sudore e sangue. Rinuncia a tutto il resto, che vorresti fare oltre la scrittura, perché scrivere, richiede più tempo di quello che credi sia necessario. Sudore, perché la scrivania è la palestra dove ti cimenti ore e ore al duro esercizio della grammatica, dell’ortografia e all’ascolto, per cogliere la tua voce narrante, unica originarietà, che ti è concessa.

Con questo non voglio scoraggiare nessuno alla pratica dello scrivere, ma voglio solo mettere in guardia tutti: non basta avere un’idea, per diventare scrittore.

Quindi la domanda è, prima di spendere tempo, soldi ed energia per scrivere e pubblicare un libro: sei disposto a fare una rivoluzione copernicana nella tua vita? Scoprire ciò che veramente ha senso per te per poi trasmetterla agli altri? E infine, quanto sei disposto a rinunciare e a soffrire, perché questa tua visione della vita esca da te e vada incontro al lettore?

Chiarito il mio punto di vista, opinabile e confutabile, purché con solide affermazioni, sono pronta a proporvi e spiegarvi gli strumenti, che adopero, per allenarmi e per scrivere.

1.    Leggere

Non esiste un buon scrittore, che non sia prima un buon lettore.  Leggere con sistematicità è il miglior allenamento per confrontarti con chi prima di te si è applicato in quest’arte così complessa e meravigliosa. Quando leggo, mi metto in ascolto dell’autore. Comprendo la sua storia, colgo gli stati d’animo, ascolto la sua voce narrante e pongo delle domande sulla struttura, che ha scelto per il suo lavoro. Non mi accontento del “perché ha voluto fare così”; cerco di snidare le strategie sottese, per attirare l’attenzione del lettore. Sì, hai compreso bene, la mia è una lettura attiva, coinvolta e praticata, per crescere come lettore e come scrittore.

Quando non ho particolari interessi, leggo tutto il leggibile, per il solo gusto di leggere e devo dirla tutta: leggo a 360 gradi. Non mi accontento della lettura di seconda mano, o di una lettura di tendenza. Entro in libreria o nella mia biblioteca di casa e scelgo un libro, diametralmente opposto a quello che ho terminato il giorno prima. Mi piace spaziare e lasciare la mia fantasia a briglie sciolte. Le tecniche narrative cambiano di generazione in generazione. Quindi leggo un Tolstoj e poi un Baricco, un’Allende o ancora un Mishima. Nessun ordine, nessuna categorizzazione: totale anarchia letteraria. Questo perché una vera lettura non deve precludere nessun tipo di genere.

In fase di pre-scrittura le cose cambiano. La lettura diventa mirata al genere, che intendo adottare per il mio romanzo e spesso si trasforma in un vero e proprio studio. Leggo, prendo appunti, addirittura disegno su un quadernino e faccio schemi. In questo caso la lettura si fa più lenta e acuta. Studio le tecniche specifiche del genere, e gli autori che hanno creato prima di me i loro mondi, le loro storie.

Quando si scrive, il delirio da Demiurgo è sempre dietro l’angolo. Indubbiamente il mondo che crei è la tua visione del mondo, ma indubbiamente userai dei personaggi che sono specifici del genere. Se adopero per esempio un demone nel mio romanzo so che è un personaggio negativo, perverso. Se invece volessi raccontare il dolore di un demone, che per un qualsivoglia motivo si sentisse stretto in quei panni, allora dovrei motivare questo distanziamento del mio personaggio da quello che è rappresentato in tutte le menti quando dico: “demone”.

Nei romanzi dello stesso genere, c’è un costrutto analogo, ambientazioni e personaggi, che lo caratterizzano. In una storia fantasy, il pilot, cioè la storia principale, non potrà essere incentrata su una storia d’amore o su un omicidio, ma su un modello fantasy, cioè dell’eroe che è chiamato a salvare una certa situazione. Con ciò non significa che all’interno della storia non vengano narrate anche delle sotto storie di amore, un omicidio da risolvere, ma questi elementi saranno delle storie minori, o sub pilots, che si andranno ad intrecciare con la storia principale, rendendo unitario e più articolato il romanzo.

Insomma ci sono diverse motivazione per cui si legge e qui ne ho descritte solo alcune. Sarebbe bello approfondire anche i doni della lettura. Leggere, per esempio, ti apre la mente a comprendere i libri viventi che sono le persone; il detto e il non detto di adulti e bambini. Quando scopri, che la lettura ti dà una visione caleidoscopica della vita, allora provi come una vertigine, come se fossi a un passo dalla verità. Sì, la lettura disvela e rivela la realtà, pur ammantandosi di metafore e forme retoriche, paradigmi e strutture. E come diceva Umberto Eco: ”chi non legge, a 70 anni avrà vissuto solo una vita, la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito … perché la letteratura è un’immortalità all’indietro”.

2.Bullet journal

Un secondo strumento, che reputo molto efficace per organizzare il mio lavoro da scrittrice, è l’uso giornaliero del Bullet Journal. Cos’è il bullet journal? È un sistema di organizzazione flessibile, che può essere personalizzato per renderlo più adatto alle proprie esigenze.
Il punto di partenza è conoscere bene le basi del metodo originale, per poi eventualmente adattarlo in base alle proprie necessità. A tal proposito vi segnalo il manuale Il metodo Bullet Journal, di Ryder Carroll.

Nella pratica, il bullet journal è un semplice quaderno puntinato, su cui registrare diverse cose:

– azioni, rappresentate con un puntino, ossia i compiti da svolgere.
– eventi, rappresentati con un cerchietto, cioè gli impegni di varia natura.
– note, rappresentate da una linea, cioè i fatti, le idee e i pensieri da ricordare ma che non richiedono una azione precisa.

Azioni, eventi e note sono organizzati all’interno di un sistema flessibile per consentire un’efficace pianificazione annuale, mensile e giornaliera.

Oltre alle pagine legate alla pianificazione vera e propria, puoi creare sezioni e liste per pianificare progetti complessi come gli obiettivi di lungo periodo, che vuoi raggiungere, o tracciare gli aspetti che ti interessano come: film visti, citazioni preferite, e molto altro.

Nel Bullet Journal non ci sono le pagine con i giorni precompilati come nelle agende tradizionali, perché sei tu che componi la tua agenda in base a quello che devi fare e ricordare, seguendo la struttura indicata dal metodo.

Quali sono le sezioni del bullet journal?

L’”Indice” si pone all’inizio del quaderno puntinato, in cui saranno segnate tutte le sezioni che vanno inserite via via e i relativi riferimenti al numero di pagina, in modo da poterle ritrovare agevolmente.

Segue il “Future Log”, che è la visione generale sui prossimi mesi, in cui indicare impegni e cose da fare già definiti. Serve solo come promemoria delle cose più importanti, perché poi la To do List vera e propria sarà fatta mese per mese.

Il “Monthly log” è lo schema mensile degli impegni. Si compone di due parti:
– elenco con numero e l’iniziale del giorno della settimana. A lato di ciascun giorno potrai indicare sinteticamente task ed eventi già pianificati e specifici per quel giorno
– lista delle cose da fare nel mese.

Infine abbiamo il “Daily log”, cioè lo spazio dedicato a pianificare e tracciare le attività di ciascun giorno. Secondo il metodo originale il “daily log” si compila giorno per giorno. Di sera inserisci e pianifichi la giornata successiva, non potendo prevedere in anticipo quanto spazio ti servirà quel giorno e quindi non potendo inserire già anche le date successive.

Le “collection” sono delle liste di cose da ricordare o da fare come ad esempio, regali di Natale, film da vedere, libri da leggere, dedicate a progetti o a qualunque cosa desideri tracciare.
Eventuali task inserite in queste liste potranno essere riportate nel daily log o gestite direttamente dalla lista, in base a come ti trovi meglio.

Alla fine del mese crei il nuovo “monthly log” e rivedi la lista delle cose che avevi da fare:
– svolte: puoi segnarle con una crocetta.
– ancora da fare ma importanti: riportale nel monthly log del mese successivo o programmale in un mese successivo nel future log.
– ancora da fare ma non importanti: puoi decidere di riportarle al mese successivo, programmarle per più avanti o depennarle dalla lista.

Il metodo del bullet journal, inizialmente può sembrare complicato, con la procedura da imparare e un po’ di gergo e simboli con cui familiarizzare, ma in realtà è molto più semplice da fare che da spiegare! È utilissimo per lo scrittore indipendente, cioè dallo scrittore che deve pianificare non solo gli steps dello sviluppo del romanzo, ma anche tutto ciò che serve per la promozione e pubblicità sul proprio sito web, sui social e le presentazioni o firma copia.

Con questo metodo io ho semplificato tutte le mie azioni quotidiane da lettrice/scrittrice e sono riuscita a generare in me abitudini utili, per realizzare il mio romanzo.

Bibisco.

All’inizio del mio percorso da scrittrice mi ero imbattuta in alcuni programmi di scrittura, per organizzare personaggi, storia, ambientazioni, ma con scarso successo. Tutto ciò che avevo trovato erano programmi americani, dove la tradizione della scrittura creativa è molto più antica della nostra, e di certo le idee invece di chiarirsi si andavano confondendo, anche grazie alla mia preparazione scolastica e poco praticata della lingua inglese. Così sopperivo ai programmi con schede cartacee infinite di caratterizzazioni di personaggi, intrecci di storie e ambientazioni disegnate su cartoncino Fabriano.

Una sera, vedendomi sommersa da fogli e cartoncini, mio marito fece una ricerca su internet, come solo lui è capace di fare e l’indomani mi parlò di un programma web di Creative Writing. All’inizio non gli diedi peso, credendo che mi stesse proponendo l’ennesimo programma americano, ma quando sentii il nome dell’ideatore, addrizzai le orecchie.

Bibisco, è un programma ideato e realizzato da Andrea Feccomandi, un ingegnere informatico e scrittore: italiano. Devo confessare che per me è stata come una rivelazione. Un programma interamente in italiano e pensato esclusivamente per gli scrittori. Credetemi, sarebbe da fare un monumento a quest’uomo, che ha incarnato il vero spirito comunitario della scrittura. Non ha tenuto per sé il programma, ma l’ha messo a disposizione di tutti quelli che ne volessero usufruire.

Guarda che sento il tuo pensiero. Stavi pensando: ma quale altruismo; di certo ha ricavato soldi a palate. Non l’ha fatto di certo, per puro amore verso la scrittura. E invece ti posso smentire. Andrea, ha realizzato una sezione gratuita, che tutti possono scaricare e avere gli strumenti base e necessari per realizzare un romanzo; e una sezione dove, ascolta bene, si può acquistare il pacchetto per intero, con una semplice offerta. Pur potendo, non ha voluto speculare e per questo meriterebbe un secondo monumento.

Entriamo adesso nel cuore del programma: cosa ti offre?

  • Organizza capitoli e scene, gestisci le revisioni, esporta in pdf, docx, epub. Scrivi con un text editor completo anche in modalità anti-distrazione.
  • Crea la struttura del romanzo, definisci premessa, fabula, linee narrative, luoghi e il contesto sociale e temporale in cui si svolge la storia.
  • Progetta personaggi, luoghi, oggetti utili allo sviluppo della storia. Associa le loro immagini e tienile sott’occhio mentre scrivi.
  • Lunghezza dei capitoli, tempo e luogo in cui compaiono i personaggi, la loro distribuzione tra i capitoli. Osserva il tuo romanzo in una timeline.
  • bibisco parla in italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, russo, turco, olandese, ceco, polacco, serbo.
  • Bibisco è un’applicazione desktop disponibile per Linux, MacOS e Windows.

 

Che altro aggiungere? Semplicemente un grazie di cuore a chi ha spianato la strada ai tanti scrittori emergenti e non, che desiderano maneggiare strumenti multimediali per alzare la qualità del loro lavoro e con il contributo di Andrea, oggi questo è possibile.

Se volete saperne di più, basta cercare su Google Bibisco e si aprirà la pagina ufficiale del programma. Se il desiderio di conoscere il programma è troppo forte, allora ti lascio qui il link del sito ufficiale di Andrea Feccomandi https://bibisco.com

Mi auguro, che quest’articolo vi abbia fatto venire la voglia di scrivere anche a voi il romanzo, che avete chiuso dentro un cassetto, credendo che fosse troppo difficile da realizzare. Buona lettura, planning e scrittura a tutti!

 

 

 

Superata da poco la soglia dei 50 anni ho iniziato a mettere nero su bianco ciò che la vita mi ha insegnato e l'amore, che nutro per essa e per le sue creature. Questo amore si è concretizzato in tre perle preziose: in una famiglia, nella custodia di una porzione di terra, di cui sono amministratrice della Natura ed infine custode di verità palesi solo a chi ha aperto gli occhi del cuore. Proprio come dice il vecchio adagio indiano: Un uomo felice è colui che ha avuto un figlio, ha piantato un albero e ha scritto un libro. Ed io sì, io sono felice. Lorena Ciullo

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