Halloween o Samhain: 3 cose sui Celti.

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Halloween è una delle feste più amate e attese dai bambini di tutto il mondo. Un’occasione per travestirsi da strega, zombie o vampiro e andare a bussare ai portoni del quartiere con gli altri amici, per ricevere dolcetti.

Anche a scuola da quando è stata introdotta la lingua inglese nelle primarie, i bambini sono incoraggiati a vivere questa festività come un gioco. Siamo veramente sicuri di conoscere le origini di questa festa, che quasi tutti collegano ad una tradizione americana?

E siamo proprio sicuri che Halloween si chiami proprio così da sempre e sia una festa rimasta fedele a se stessa durante i secoli? Quest’articolo ha l’intenzione di svelare le vere origini della festa più amata e criticata di tutti i tempi: Halloween.

Samhain, capodanno celtico

Forse non tutti sanno, che la festa di Halloween ha origini antichissime e riconducibili alla verde Terra di Erin, l’Irlanda, dominata dai celti.

Halloween è la sovrapposizione della festa di Samhain, ovvero il Capodanno celtico. Giunse in America nell’800 con l’arrivo degli emigranti, che avevano lasciato la madre Terra, a causa di una terribile carestia.

ll nome Halloween, in irlandese Hallow E’en, deriva dalla forma contratta di All Hallows’ Eve, dove Hallow è la parola arcaica inglese che significa Santo: la vigilia di tutti i Santi, quindi, Ognissanti, invece, in inglese è All Hallows’ Day.

L’importanza che, tuttavia, viene data alla vigilia si deduce dal valore della cosmologia celtica: questa concezione del tempo, seppur soltanto formalmente e linguisticamente parlando, è molto presente nei paesi anglofoni, in cui diverse feste sono accompagnate dalla parole “Eve”, tra cui la stessa notte di Capodanno, “New Year’s Eve”, o la notte di Natale “Christmas Eve”.

All’inizio di questa festività però, non c’è la parola Halloween, di squisita natura anglosassone, ma Samhain, di origine celtica.

I celti irlandesi, erano prevalentemente pastori, a differenza di quelli europei, che erano prevalentemente guerrieri, e la loro vita era scandita dai tempi dell’allevamento del bestiame, diverso da quello della coltivazione della terra.

Alla fine della stagione estiva, i pastori riportavano a valle le loro greggi, per prepararsi all’arrivo dell’inverno e all’inizio del nuovo anno.

Per i Celti, infatti, l’anno nuovo non cominciava il 1° gennaio come per noi oggi, bensì il 1° novembre, quando cioè terminava ufficialmente la stagione calda ed iniziava la stagione delle tenebre e del freddo. Era il tempo in cui ci si chiudeva in casa per molti mesi, riparandosi dal freddo, costruendo utensili e trascorrendo le serate a raccontare storie e leggende.

Il passaggio dall’estate all’inverno e dal vecchio al nuovo anno era celebrato con lunghi festeggiamenti, lo Samhain, pronunciato sow-in, dove sow fa rima con cow, che deriverebbe dal gaelico samhuinn e significa “summer’s end”, fine dell’estate.

In Irlanda la festa era nota come Samhein, o La Samon, la festa del Sole, ma il concetto è lo stesso. In quel periodo dell’anno i frutti dei campi, che pur non essendo la principale attività dei celti, venivano comunque coltivati, erano assicurati, il bestiame era stato ben nutrito all’aria fresca e nei pascoli dei monti e le scorte per l’inverno erano state preparate.

La comunità, quindi, poteva riposarsi e ringraziare gli Dei per la loro generosità. Questo ringraziamento avveniva tramite lo Samhain, che, inoltre, serviva ad esorcizzare l’arrivo dell’inverno e dei suoi pericoli, unendo e rafforzando la comunità, grazie ad un rito di passaggio che propiziasse la benevolenza delle divinità.

L’importanza, che la popolazione celta attribuiva a Samhain, risiede nella loro concezione del tempo, visto come un cerchio suddiviso in cicli: il termine di ogni ciclo era considerato molto importante e carico di magia. Insieme a Samhain (31 ottobre, appunto) si festeggiavano Lughnasadh (1 agosto), Beltane (30 aprile o 1 maggio), Imbolc (1-2 febbraio), Yule (21 dicembre), Ostara (21 marzo), Litha (21 giugno) e Mabon (21 settembre).

L’avvento del Cristianesimo non ha del tutto cancellato queste festività, ma in molti casi si è sovrapposto ad esse, conferendo loro contenuti e significati diversi da quelli originari. La morte era il tema principale della festa, in sintonia con ciò che stava avvenendo in natura: durante la stagione invernale la vita sembra tacere, mentre in realtà si rinnova sottoterra, dove tradizionalmente, tra l’altro, riposano i morti. Da qui è comprensibile l’accostamento dello Samhain al culto dei morti.

I Celti credevano che alla vigilia di ogni nuovo anno, cioè il 31 ottobre, Samhain chiamasse a sé tutti gli spiriti dei morti, che vivevano in una landa di eterna giovinezza e felicità chiamata Tir nan Oge, e che le forze degli spiriti potessero unirsi al mondo dei viventi, provocando in questo modo il dissolvimento temporaneo delle leggi del tempo e dello spazio e facendo sì che l’aldilà si fondesse con il mondo dei vivi e permettendo agli spiriti erranti di vagare indisturbati sulla Terra.

Samhain era dunque, una celebrazione che univa la paura della morte e degli spiriti all’allegria dei festeggiamenti per la fine del vecchio anno. Durante la notte del 31 ottobre si tenevano dei raduni nei boschi e sulle colline per la cerimonia dell’accensione del Fuoco Sacro e venivano effettuati sacrifici animali.

Vestiti con maschere grottesche, i Celti tornavano al villaggio, facendosi luce con lanterne costituite da cipolle intagliate al cui interno erano poste le braci del Fuoco Sacro. Dopo questi riti i Celti festeggiavano per 3 giorni, mascherandosi con le pelli degli animali uccisi, per spaventare gli spiriti.

In Irlanda si diffuse l’usanza di accendere torce e fiaccole fuori dagli usci e di lasciare cibo e latte per le anime dei defunti, che avrebbero reso visita ai propri familiari, affinché potessero rifocillarsi e decidessero di non fare scherzi ai viventi.

Da qui trae origine la tradizione tanto amata dai bambini, che vanno a bussare alle porte del quartiere formulando la domanda:<<dolcetto o scherzetto? Trick or treat?>>

Cristiani vs Celti

Attraverso le conquiste romane, Cristiani e Celti vennero a contatto. L’evangelizzazione delle Isole Britanniche portò con sé un nuovo concetto della vita, molto distante da quello celtico e durante tale periodo la Chiesa tentò di sradicare i culti pagani, ma non sempre vi riuscì.

Halloween non fu completamente cancellata, ma fu in qualche modo cristianizzata, tramite l’istituzione del giorno di Ognissanti, il 1° Novembre e, in seguito, della commemorazione dei defunti il 2 Novembre.

Fu Odilone di Cluny, nel 998 d.C., a dare l’avvio a quella che sarebbe stata una nuova e longeva tradizione delle società occidentali. Allora egli diede disposizione affinché i monasteri dipendenti dall’abbazia celebrassero il rito dei defunti a partire dal vespro del 1° Novembre. Il giorno seguente era invece disposto che fosse commemorato con un’Eucarestia offerta al Signore, pro requie omnium defunctorum.

Un’usanza che si diffuse ben presto in tutta l’Europa cristiana, per giungere a Roma più tardi. La Festa di Ognissanti, infatti, fu celebrata per la prima volta a Roma il 13 Maggio del 609 d.C., in occasione della consacrazione del Pantheon alla Vergine Maria. Successivamente, Papa Gregorio III stabilì che la Festa di Ognissanti fosse celebrata non più il 13 Maggio, bensì il 1° Novembre, come avveniva già da tempo in Francia.

Fu circa nel IX secolo d.C. che la Festa di Ognissanti venne ufficialmente istituzionalizzata e quindi estesa a tutta la Chiesa, per opera di Papa Gregorio IV. Fanno eccezione i cristiani Ortodossi, che coerentemente con le prime celebrazioni, ancora oggi festeggiano Ognissanti in primavera, la Domenica successiva alla Pentecoste.

L’influenza del culto di Samhain non fu, tuttavia, sradicata e per questo motivo la Chiesa aggiunse, nel X secolo, una nuova festa: il 2 Novembre, Giorno dei Morti, dedicato alla memoria delle anime degli scomparsi.

Dall’Irlanda all’America.

Verso la metà del XIX secolo, come abbiamo scritto nell’introduzione, l’Irlanda fu investita da una terribile carestia, ancor oggi ricordata con grande partecipazione dagli irlandesi.

Le cause scatenanti la carestia furono molteplici, in parte la politica economica britannica, le condizioni dell’agricoltura irlandese, il brusco incremento demografico avvenuto nei decenni precedenti la carestia, ma soprattutto la sfortunata apparizione di una patologia delle patate causata da un oomicete, la peronospora della patata e del pomodoro, che raggiunse il paese nell’autunno del 1845 distruggendo un terzo circa del raccolto della stagione e l’intero raccolto del 1846.

Una recrudescenza dell’infezione distrusse in seguito gran parte del raccolto del 1848. Il ripetersi di raccolti scarsi o addirittura nulli fece sì che la carestia durasse più a lungo e con maggiore intensità delle precedenti. Il paese non era infatti nuovo a raccolti danneggiati da infestanti o da avverse condizioni climatiche; non vi erano però precedenti di simile portata.

In quel periodo per sfuggire alla povertà, molte persone decisero di abbandonare l’Isola e di tentar fortuna nel Nuovo Continente: l’America, dove crearono, come molte altre nazionalità, una forte comunità. All’interno di essa venivano mantenute vive le tradizioni ed i costumi della loro patria, e tra di essi il 31 Ottobre veniva celebrato Halloween.

Ben presto, questa usanza si diffuse in tutto il popolo americano, diventando quasi una festa nazionale. Più recentemente, gli Stati Uniti grazie al cinema ed alla televisione hanno esportato in tutto il mondo i festeggiamenti di Halloween, contagiando anche quella parte dell’Europa, che ne era rimasta estranea. In moltissimi film e telefilm spesso appaiono la famosa zucca ed i bambini mascherati che bussano alle porte. E molti, infine, sono i libri ed i racconti horror che prendono Halloween come sfondo o come spunto delle loro trame.

Negli Stati Uniti Halloween ha perso i suoi significati religiosi e rituali, ed è diventata un’occasione per divertirsi e organizzare costosi e allegri festeggiamenti. Pare che ogni anno gli Americani spendano due milioni e mezzo di dollari in costumi, addobbi e feste per il 31 ottobre.

… e la zucca cosa rappresenta?

Nell’antichità, le lanterne chiamate Jack-o-Lantern erano intagliate nella rapa. Una tradizione che nasce dalla leggenda popolare del fabbro irlandese Jack, che si burlava del diavolo. Ovviamente qui abbiamo già una stratificazione della credenza cristiana su quella celtica. Infatti i concetti di paradiso e di diavolo, sono tipici di un linguaggio religioso cristiano, che non appartengono alla religiosità celtica.

La leggenda narra che Jack riuscì per ben due volte a ingannare il diavolo in persona, che non riuscì così ad avere la sua anima. Con la sua astuzia il fabbro gli fece promettere che non l’avrebbe mai reclamata. Una volta morto, però, Jack non poté neppure andare in paradiso a causa della sua vita dissoluta.

Così fu costretto a vagare in eterno sulla terra, illuminando il suo cammino con un tizzone ardente, tratto dai fuochi eterni dell’Inferno e posto in una rapa. La tradizione fu poi esportata da emigranti irlandesi negli Stati Uniti, dove la rapa fu sostituita dalla zucca, simbolo moderno di Halloween.

Superata da poco la soglia dei 50 anni ho iniziato a mettere nero su bianco ciò che la vita mi ha insegnato e l'amore, che nutro per essa e per le sue creature. Questo amore si è concretizzato in tre perle preziose: in una famiglia, nella custodia di una porzione di terra, di cui sono amministratrice della Natura ed infine custode di verità palesi solo a chi ha aperto gli occhi del cuore. Proprio come dice il vecchio adagio indiano: Un uomo felice è colui che ha avuto un figlio, ha piantato un albero e ha scritto un libro. Ed io sì, io sono felice. Lorena Ciullo

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