FOLIAGE: un nome, una passione.

La vita è un apprendimento continuo, capita spesso di saper riconoscere un fenomeno, senza però sapere il suo nome. Un esempio? Il foliage, un evento naturale conosciuto da tutti, ma che pochi sanno che si chiama così. Di cosa parlo? Del cambiamento di colore delle foglie degli alberi, che da verdi diventano gialle, poi arancioni, rosse e marroni.

Cos’è il foliage?

E’ un termine inglese, che da qualche tempo è entrato di diritto anche nel vocabolario italiano. Il termine generico significa fogliame, anche se, in realtà, viene sempre più utilizzato per indicare i colori autunnali. È   un fenomeno di cambiamento della natura, al quale assistiamo ogni anno in autunno, quando le foglie degli alberi cambiano colore e cominciano a cadere.

C’è un po’ di confusione sulla terminologia. C’è chi sostiene che derivi dall’inglese “fall-foliage” e chi invece dal francese. Poco importa, però, perché il significato è: fenomeno autunnale che, ci scalda il cuore con i colori tipici della stagione e in cui cadono le foglie.

Quando accade?

Arriva a ottobre ed è tempo di foliage. L’arco temporale compreso tra gli ultimissimi giorni di settembre e San Martino, l’11 novembre, è il periodo dell’anno più indicato per apprezzare, soprattutto nei paesaggi meno contaminati dall’uomo, i colori dell’autunno.

Come accade questa cosa?

Quali alberi cambiano il colore delle foglie in autunno? La maggior parte degli alberi in Italia, esclusi i sempreverde, sono coinvolti da questo fenomeno spettacolare. Mi riferisco ad alberi fortemente scenografici come le gigantesche sequoie, grandi querce o maestosi aceri, ma anche di arbusti comuni alle nostre campagne come faggi, larici, castagni, ciliegi, oltre che di numerose specie di piante selvatiche. Il colore delle foglie passa dal verde al marrone, al giallo fino alle diverse tonalità del rosso. Infatti, non tutti gli alberi presentano lo stesso foliage. Ciò significa per esempio che alcune specie cambiano il colore dal verde al marrone, senza passare dalle sfumature rossastre.

Il cambiamento e la comparsa dei colori autunnali nelle chiome degli alberi è tipico delle piante caducifoglie, che vivono nelle zone a clima temperato. La perdita del fogliame, rappresenta per loro un modo per difendersi, un modo per prepararsi ad una stagione dal clima sfavorevole.

Come accennato, in alcune specie si può assistere a più di un passaggio di colore, mentre altre presentano foglie che virano solo dal verde al marrone per poi cadere. A tal proposito voglio evidenziare un’altra differenza, che riguarda la durata del fenomeno. Le piante, le cui foglie vanno dal giallo all’arancione e poi dal porpora al marrone, rimangono attaccate ai rami per un periodo di tempo maggiore. Quindi lo spettacolare effetto cromatico si può osservare più a lungo.

Perché accade?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo prendere in considerazione la clorofilla ed il processo di fotosintesi. Le foglie generalmente sono ricche di clorofilla, cioè di quel pigmento che assorbe la luce e le fa sembrare verdi. Dico sembrare, perché in realtà le foglie non sono verdi, semplicemente le percepiamo così, perché la clorofilla maschera gli altri pigmenti che esse contengono.

Quando le foglie delle piante decidue invecchiano, in autunno, la clorofilla si dirada, e ciò permette quindi di percepire le altre molecole colorate.
Il colore che si vede è dato dai pigmenti: le foglie gialle, arancioni e rosse per esempio sono tipiche dei carotenoidi, i quali contribuiscono alla fotosintesi. Il loro supporto consiste infatti, nell’assorbire quella parte di luce che non assorbe la clorofilla.

Inoltre, i carotenoidi sono utili per la fotoprotezione durante la fotosintesi. Il processo di fotosintesi rappresenta uno stress ossidativo per le piante e i carotenoidi sono fondamentali, in quanto sono degli antiossidanti naturali.

Un discorso diverso va invece fatto per i flavonoidi, vale a dire per quei composti che si producono quando le piante e le foglie sono esposte ad un grande stress, come il freddo e l’invecchiamento. Essi si contraddistinguono per colorare di rosso le foglie, come succede all’acero saccarifero.

Alcune specie di acero, come quello giapponese, hanno le foglie sempre rosse. Esse sono quindi ricche di flavonoidi fogliari per tutta la stagione vegetativa, la loro quantità è maggiore rispetto a quella della clorofilla.

In ogni caso, il processo di cambiamento di colore delle foglie, a cui consegue la caduta, è un fenomeno di protezione, per evitare cioè che le condizioni difficili della stagione fredda danneggi le foglie, tanto da renderle delle facili prede dei patogeni.

Benefici del foliage

L’autunno può stimolare stati d’animo di tristezza, malinconia, irritabilità e predisporre ad una maggiore introspezione.

L’atmosfera cromatica tipica dell’autunno dalle tonalità rosse, tendenti al marrone con l’avvicinarsi dell’inverno, sono percepite dal nostro cervello come meno attivanti.

Le persone più sensibili agli eventi esterni, spesso a causa di insicurezza e bassa autostima, potrebbero essere più predisposte a sperimentare stati di ansia e depressione autunnale.

Rispetto alle gradazioni estive, che invece stimolano azione ed intraprendenza le tinte autunnali invitano la nostra psiche alla riflessione, alla solitudine, all’osservazione e alla calma. Ma non è detto che questo sia negativo, come spesso si crede.

Queste attività introspettive assumono un significato tutt’altro che negativo, anzi vitale e necessario per il nostro mondo interiore.

Il termine autunno dal latino autumnus, (participio passato del verbo augère) significa infatti “aumentare, arricchire”. L’autunno è infatti la stagione in cui si raccolgono i frutti dell’estate per farne scorta per l’inverno.

Siamo allora invitati interiormente a coltivare la gratitudine per ciò che abbiamo, un’emozione davvero potente e fondamentale per vivere felici.

L’autunno è, inoltre, la stagione in cui abbondano i semi, preziosi per dare vita alla futura vegetazione.

Il seme che, in questo periodo dell’anno, scende nelle profondità del terreno per attivarsi lentamente e germogliare verso la superficie in primavera, ha un valore simbolico molto potente per la nostra psiche.

Puoi portare alla consapevolezza questo processo di risveglio interiore che avviene anche nella profondità del tuo essere.

Puoi vivere con più serenità e meno ansia, questo momento dell’anno, partecipando attivamente al naturale processo di cambiamento. Per farlo è necessario riconoscere la funzione essenziale delle tue emozioni, anche quelle reputi “negative”.

L’autunno come stagione interiore: è il momento di lasciar andare

Osservando la Natura, soprattutto nelle prime fasi dell’autunno, puoi cogliere un messaggio molto potente: “lasciati andare”.

Gli alberi lasciano cadere le foglie e spostano la loro energia verso le radici per prepararsi ad accogliere le nuove gemme che verranno a primavera. Le foglie che cadono a terra, a loro volta, lasceranno i nutrienti essenziali per arricchire il terreno e alimentare le piante.

Allo stesso modo noi siamo invitati a chiudere i cicli del passato, per poter rinascere.

Assimilando gli insegnamenti che ti hanno donato le esperienze, allenerai la tua resilienza e coltiverai la fiducia nelle tue energie interiori.

Questo processo naturale non è sempre semplice, o almeno non lo è per tutti, ma è necessario provare e trovare la propria via per “lasciarsi andare”.

Ti posso suggerire il mio metodo. É risaputo e ormai assodato che stare in mezzo alla natura fa bene al corpo e allo spirito. Camminare in un parco o in un bosco aiuta a staccare la mente dai pensieri, oltre che a ri-ossigenare le nostre cellule. Inoltre, i mille colori degli alberi e i profumi del sottobosco favoriscono l’allontanarsi di stress e depressione. Concedetevi quindi una bella passeggiata al parco in pausa pranzo o nel weekend e ammirate la natura, in tutta la sua bellezza: vi sentirete rinascere.

Dove accade il foliage?

Il segreto per poter assistere a questo meraviglioso spettacolo naturale è quello di mettersi in cammino tra il giallo oro, il rosso, l’arancio e il marroncino e di osservare tutto ciò che ci circonda. Da non perdere anche i profumi del sottobosco, che appare come il regno di funghi, castagne e tartufi e per godere a pieno di questa atmosfera, approfittando del clima, bisogna solo armarsi di scarponcini e occhi aperti. Quali sono i cammini d’autunno più belli?

Lo sapevate che in tutto il mondo esistono dei siti web, che indicano quando è il momento clou del foliage, quando cioè l’esplosione di colori autunnali raggiunge il suo massimo splendore? Il foliage si può ammirare nei boschi in montagna, ma anche nei parchi cittadini. Vengono organizzati dei veri e propri tour, anche in treno per ammirare in Italia e nel mondo il foliage.

Il foliage in Italia è uno spettacolo che potremmo ammirare anche solo aprendo la finestra di casa, se abbiamo la fortuna di abitare vicino a un parco cittadino o a un boschetto, dove in autunno la natura cambia forma, colore, profumo, aspetto.

Nel sud Italia è ricco di posti dove godere il meraviglioso spettacolo del foliage. Tra tutti, vanno segnalati i boschi del Parco Nazionale della Sila, che nel periodo autunnale diventano gialli e rossi, grazie ai mutamenti cromatici dei faggi.

 Nel nord Italia c’è la famosa  “Val di Non”, uno dei luoghi più indicati dove ammirare il cambio di stagione in tutta la sua bellezza. Distese di meli e lunghe successioni di vigneti ti accompagneranno in un tour meraviglioso tra i colori d’autunno, che diventa magico in posti come il lago Tovel, dove gli alberi si specchiano nelle acque.

Anche nel centro Italia troviamo itinerari splendidi. In Toscana si può gustare la tavolozza dei colori autunnali delle colline e approfittando per alcuni tratti della via Francigena.

In Umbria tra le sue gole collinari è tutto un foliage, dove lo sguardo si perde in un’estasi beatifica.

Nel Lazio ci sono tantissimi posti famosi dove ammirare lo spettacolo del foliage.

Per esempio la Valle del Vezza: la vista dal borgo medievale di Vitorchiano è spettacolare, le foreste nei dintorni riportano alla mente atmosfere medievali. Altrettanto grandioso è il panorama dalle Vedute del Monte Autore, nei Monti Simbruini: qui ci sono foreste di faggi e aceri, con diverse sfumature di giallo, arancione e rosso.

Anche il Parco Regionale della Valle del Treja offre scenari multicolore, e vi consiglio di non perdervi il misterioso borgo tufaceo di Calcata. Troverete dei faggi anche sul Monte Cimino, vicino a Soriano: qui si trova uno dei foliage più famosi e visitati d’Italia. E ancora la Selva di Malano, vicino a Bomarzo e il Parco Marturanum a Barbarano Romano vi offrono degli spettacoli garantiti.

Panorami da commuovere anche i cuori più tenaci sono quelli del Parco di San Liberato, vicino a Bracciano. Qui troverete sia aceri canadesi che ciliegi giapponesi, per un foliage, che travalica i confini.

A Oriolo Romano, a soli 60 km da Roma, vi aspetta la splendida faggeta con i suoi 74 ettari incontaminati.  Da qualche anno è Patrimonio dell’Unesco e in autunno il foliage avvolge questo splendido paese in un caldo abbraccio cromatico, per contrastare le gelide sferzate di freddo.

Se non avete molto tempo e non volete allontanarvi da Roma, ricordatevi di passeggiare per le ville di Roma: qui ci sono tantissimi parchi ricchi di piante che vi doneranno lo spettacolo di un foliage più cittadino.

Il treno del foliage.

Per chi ha la possibilità di organizzare le vacanze in autunno, da non perdere assolutamente il meraviglioso Treno del Foliage. Le limitazioni dovute alle normative per il contenimento del Covid-19 non fermano la ferrovia più panoramica d’Italia, che attraversa la storica linea Vigezzina-Centovalli e che congiunge Italia e Svizzera dal lontano 1923. Quindi dal 17 ottobre e fino al 15 novembre tutti in carrozza ad ammirare il tripudio di colori che tinteggia boschi, paesini e valli.

Nella stagione autunnale il percorso della ferrovia diventa un meraviglioso quadro multicolore, con i boschi che si tingono delle tonalità del rosso, giallo e arancione. Uno spettacolo della natura da vivere viaggiando sui nostri treni attraverso boschi e vallate selvagge.

Tutti i giorni i treni collegano i due capolinea, Domodossola e Locarno, attraversando un paesaggio mozzafiato lungo un percorso di 52 chilometri con vedute spettacolari e scorci panoramici infiammati dai colori autunnali.

Il viaggio può iniziare, a libera scelta, da uno dei due capolinea, l’ossolana Domodossola o la ticinese Locarno.

I biglietti validi dal 17 ottobre e fino al 15 novembre vanno prenotati e sono in vendita a presso la biglietteria di Locarno. Il biglietto è valido uno o due giorni e prevede un viaggio a/r sull’intera linea, con la possibilità di effettuare una sosta nel viaggio di andata ed una nel viaggio di ritorno, per poter visitare le più affascinanti località che costellano il percorso ferroviario. I bambini sotto i 6 anni viaggiano gratis. Da quest’anno il biglietto include un buono di 5 CHF per ritirare un omaggio presso il mercatino di prodotti locali che si svolgerà tutti i giorni dalle 10 alle 17 alla stazione ferroviaria di Locarno.

E per chi invece in questo periodo non potesse viaggiare? Vi lascio con il suggerimento di un bellissimo film, “Autumn in New York”, per fare un tuffo nei caldi colori del foliage.

Sereno Foliage a tutti voi.

Lorena Ciullo

 

Superata da poco la soglia dei 50 anni ho iniziato a mettere nero su bianco ciò che la vita mi ha insegnato e l'amore, che nutro per essa e per le sue creature. Questo amore si è concretizzato in tre perle preziose: in una famiglia, nella custodia di una porzione di terra, di cui sono amministratrice della Natura ed infine custode di verità palesi solo a chi ha aperto gli occhi del cuore. Proprio come dice il vecchio adagio indiano: Un uomo felice è colui che ha avuto un figlio, ha piantato un albero e ha scritto un libro. Ed io sì, io sono felice. Lorena Ciullo